Nella cornice verde di Villa Celimontana, a Roma, si è tenuto ieri un incontro che ha unito le isole in una visione comune: che vivere su un'isola non significhi essere ai margini, ma al centro di qualcosa di prezioso.
L'evento, organizzato da ANCIM – Associazione Nazionale Comuni Isole Minori nell'ambito del Festival della Letteratura di Viaggio, aveva un titolo che era già un programma: Un viaggio tra le isole del benessere fisico, ambientale ed economico.
Il passaggio della fiaccola
Il momento simbolicamente più atteso è stato la consegna della Fiaccola dello Sport dal Comune di La Maddalena al Comune di Portoferraio. Un gesto che sancisce ufficialmente il passaggio del testimone: Portoferraio – Isola d'Elba è stata designata Isola Europea dello Sport 2027, riconoscimento che premia le comunità capaci di fare dello sport un valore collettivo, uno strumento di coesione e di qualità della vita.
A portare in passerella questo spirito sono state le atlete delle squadre di calcio femminile di La Maddalena, Portoferraio e Favignana, protagoniste del progetto Dal cuore per il cuore — un'iniziativa che dice già tutto nel nome: lo sport come generosità, come legame, come cura reciproca.
ACES Italia: lo sport come motore delle comunità insulari
Nel corso della mattinata è intervenuto il Presidente di ACES Italia Vincenzo Lupattelli, che ha sottolineato come il titolo di Isola Europea dello Sport non sia un traguardo, ma un punto di partenza: un impegno concreto a fare dello sport una leva di sviluppo sociale, ambientale ed economico per le comunità insulari. Un messaggio che si è intrecciato perfettamente con il tema della giornata e con le voci dei protagonisti.
Le voci dei ragazzi: restare è una scelta, non una resa
La parte forse più intensa della mattinata è arrivata con gli interventi degli studenti e dei loro insegnanti delle tre isole. Davanti a una platea di amministratori, dirigenti scolastici e rappresentanti del mondo dello sport e della cultura, i ragazzi di Favignana, La Maddalena e Portoferraio hanno raccontato le loro isole — non come cartoline, ma come luoghi vivi, con le loro contraddizioni e la loro unicità.
Dal racconto è emerso un filo comune: la consapevolezza che vivere su un'isola forma un carattere, costruisce un senso di appartenenza difficile da trovare altrove. E insieme, la determinazione a non considerare la partenza come destino obbligato. Restare, per molti di loro, non è una rinuncia alle opportunità, ma una scelta attiva — a patto che le comunità investano su se stesse, sullo sport, sulla cultura, sulla scuola. La comunità, hanno detto in sostanza, è la vera infrastruttura di un'isola. Più di un porto, più di un collegamento ferroviario.
Isole che si parlano
L'incontro ha avuto il merito di mettere intorno allo stesso tavolo realtà geograficamente distanti ma accomunate dalle stesse sfide: la stagionalità, lo spopolamento giovanile, la necessità di costruire un'identità che non si esaurisca nel turismo estivo. Gli interventi del Presidente ANCIM Sergio Ortelli e della Segretaria Generale Gianpiera Usai, insieme a quelli del Direttore artistico del Festival della Letteratura di Viaggio di National Geographic Antonio Politano, hanno restituito l'immagine di piccole comunità che vogliono essere ascoltate — e che hanno molto da dire.
La Fiaccola è passata. Ora tocca a Portoferraio raccogliere la sfida.






















